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Anno santo

Mazzoni, Virgilio


Testo di Virgilio Mazzoni (1949).


Nell’Anno Santo dell’ottocentocinquanta,
il mondo si sollevò
e verso il proprio risorgimento
persin l’Italia s’incamminò.
 
Invece in quello del Novecento
soltanto Bresci si segnalò :
or a De Gasperi l’italo armento
bigotto e agnostico si rassegnò.
 
Or ai miracoli, triste talento !
credulo e ingenuo si abituò,
e poichè in case sta a lume spento
le luminarie fuori apprestò.
 
Vide le immagini in processione,
(che il Nazzareno, dicon, vietò)
« Vengon ! » gli dissero e sul groppone
le « Pellegrine » stolto, portò !
 
Di senzatetto qualche milione
fu spinto a correre d’onde passò
dal Gazzo a Lourdes qualunque Icone
e nei rigagnoli si prosternò.
 
Se all’indomani disoccupata
tal folla anonima qual pria sarà,
attende d’essere miracolata
dalla « Madonna delle pietà ».
 
Povera Gente mistificata !
quest’Anno Santo la lascerà
sempre più misera e disperata
e nulla all’animo le parlerà !
 
Se l’Anno Santo l’ha lusingata
duolmi scoprirgliene la realtà :
se guerre o inopia l’han minacciata
pria dell’inizio, come firrà ?
 
Per l’Ano Santo Scelba non dice
che turbar l’ordine pubblico può
l’orda di esotici provocatrice
che l’eucaristico Pio convocò.
 
Poichè a De Gasperi propiziatrice
la Vaticana Lupa ululò,
il Patto Atlantico pur benedice
e Mister Truman che li ideò.
 
Nè si preoccupa se il « Leonino
Morbo » per Roma diffonderà
qualche pillacchera di pellegrino,
la « Lebbra » dicono che ivi c’è già !
 
Gesù di Nazareth qualche tapino
sanò : il Vicario pur lo farà ?
Il Patto Atlantico, ch’è già u cammino
anche la « Lebbra » distruggerà !
 
Patto di pace, dicon, ma intanto
per terra si armano, in cielo e in mar !
E i « Quattro…Grandi » nicchiano alquanto
Imperi e popoli a conciliar !
 
Dall’Est all’Ovest guatan frattanto
qual sia il momento d’incominciar…
Resterà celebre quest’Anno Santo
che Pio duodecimo fè anticipar.
 
Nell’Anno Santo del Mondo Ebreo
dei Cinquantenni nell’annual,
solean redimere i servi e al reo
schiudean le carceri sanando il mal ;
 
ma quest’ipocriti nel Giubileo
dell’infallibile dogma Papal,
oh, no, non imitan quello giudeo :
n’è le Scomunica l’atto inizial !
 
Anno ingannevole serve al Papato…
Triste pronostico ! Ma se vedrà !
Se il Pensier Libero non s’è fiaccato
il suo cammino riprenderà !
 
Non bombe atomiche forche e bastioni
del Ver l’incedere lento e fatal
potran precludere : radar, cannoni
invan combattono un Ideal !
 
Luce del Vero sulle Nazioni
spandi il tuo raggio che in alto sal !
Varca gli oceani delubri e treni
nell’ombra tornino loro spettral !
 
Gesù du Nazareth tutti fratelli
volea, non sudditi ed oppressor !
E i Papi ; dannano come ribelli
color che seguono il « Redentor » !
 
E non deprecano gli orror novelli
dei falangisti degni di lor !
E insiem con Truman sui Dardanelli
far baluardo speran costor.
 
Si son gli atlantici stretti fra loror
e il nostro monito niun d’essi udrà :
e coi giannizzeri gl’inganni e l’oro
credon che il « Sole » si arresterà :
 
Gli uomini liberi faccian tesoro
dell’esperienza delle altre età !
Se alfine unisconsi Scienza e Lavoro
Pensiero e Azione chi vincerà ?
 
Passa la Storia ! Non può arrestarla
chi le scissioni suol prezzolar !
Quarantanove, se vuoi falsarla
non Santo, equivoco ti si dirà !
 
Passa la Nemesi ! Chi scongiurarla
vuol con le tenebre, con la viltà ?
Col bigottismo chi soffocarla
vuol con gli aneliti di Libertà ?
 
Con le promesse sempre mondaci,
con la « Crociata della… bontà »
Una Repubblica di Pappataci
ad ingannarci non perverrà !
 
Squarcin le tenebre le nostre Faci
e il Sant’Uffizio non prevarrà :
su, tutte uniscansi le schiere audaci
e il Pensier Libero trionferà !

Catanuto, Santo ; Schirone, Franco. Il Canto anarchico in Italia nell’Ottocento et nel Novecento (2009), p. 253-254 (& mus.)