I padri di famiglia se ne stavano al lavoroper guadagnare il pane ai figli loro.Sul treno che arrivava alla stazione furon vistianche quei delinquenti dei fascisti.Il treno fermo non andò più avanti,si erano armati peggio dei briganti,si udiva poi un colpo di moschettoe stramazzava al suolo un poveretto.Sparsa la voce “orsù !” la xapitale“Combatti” proclamò, “sciopero generale”.Quei quattro delinquenti con la faccia come il segoportavano la morte e il menefrego.Portavano la morte, il menefrego ed il pugnaleper conquistare Roma capitaleMa Roma è sempre stata socialistadai tempi della lotta spartachista,così dal San Giovanni al Tiberinosi alzava un solo grido, “all’assassino”bastoni, rivoltelle, ferri e palee sanlorenzo urlò “Non passi l’animale”
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Gli Arditi di Roma
anonyme
Testo di anonimo (1921). Su aria de “La Leggende del Piave”.
Catanuto, Santo ; Schirone, Franco. Il Canto anarchico in Italia nell’Ottocento et nel Novecento (2009), p. 207-208 (& mus.)